Dieci principi da seguire, capovolgendo i luoghi comuni dell'ambientalismo tradizionale.
"Adottare uno stile di vita meno distruttivo per il pianeta andando in cerca di alimenti cari e prodotti per la casa che costano il doppio è semplicemente il più clamoroso degli autogol".
Venture capitalists di San Francisco con le ville coperte di pannelli solari e l'auto elettrica da 200.000 dollari in garage. Gli abitanti dell'Upper West a Manhattan che affollano Whole Foods, il supermercato tutto-bio che sembra una gioielleria. E i due terzi degli americani associano i prodotti "verdi" con un prezzo irraggiungibile per il loro potere d'acquisto.
Ma
usare i ventilatori invece dell'aria condizionata
riscaldarci meno d'inverno, a costo di indossare il maglione in casa
lavare le finestre con il semplice alcol
chiudere il rubinetto dopo aver inumidito lo spazzolino o la lametta da barba, anziché lasciar scorrere l'acqua
non sono snobismo ma razionalità con un'attenzione rigorosa ai costi.
Dobbiamo sempre spegnere la luce quando usciamo da una stanza? Sbagliato, se abbiamo installato le nuove lampadine compatte fluorescenti: accendendo e spegnendole troppo spesso la loro vita si accorcia. E non è vero che costino più care, sulla bolletta elettrica pesano il 25% delle lampadine tradizionale.
Al supermercato è giusto fare la spesa orientandosi sulle "etichette verdi"? Spesso è sbagliato, per gli scarsi controlli su quei certificati.
Installare pannelli solari? Prima fate isolare l'abitazione per evitare le fughe di calore, è molto più efficace.
Comprare prodotti biodegradabili per ridurre l'accumulo nelle discariche? Quasi sempre è inutile, i prodotti che si proclamano tali non si decompongono abbastanza rapidamente. Molto meglio ridurre gli sprechi, per dare un contributo immediato all'emergenza rifiuti.
Vale la pena spendere dal 20% al 40% in più comprando dall'agricoltura biologica, perché sono più sani e più nutrienti? Il sovrapprezzo è giustificato in alcuni prodotti come pesche, mele, mandarini, lattuga, uva. Non vale la pena invece per quella frutta e verdura che anche nell'agricoltura tradizionale ha una bassa intensità di sostanze chimiche inquinanti: dal cavolo al pomodoro.
Comprare dall'agricoltura locale per ridurre le emissioni di CO2? In realtà il trasporto contribuisce all'11% delle emissioni carboniche dell'agricoltura, il resto è legato ai metodi di produzione. Molto meglio, sia per la salute che per il portafoglio, ridurre il consumo di carne rossa perché l'allevamento di bovini è ad alta intensità di consumo energetico.
I nuovi comandamenti hanno un principio in comune. Ridimensionare anche di poco i nostri consumi, ha un impatto sull'ambiente molto più benefico che la rincorsa alle mode dei prodotti verdi.
E comprare un'auto ibrida? Il vero mezzo low cost, stando al portafoglio, è anche quello più conosciuto, cioè il trasporto pubblico. Ancor di più oggi che, a causa del caro-benzina, molti automobilisti lasciano le quattro ruote in garage.
Efficienti o meno, i servizi cittadini di autobus e tram sono indubbiamente le soluzioni economicamente più vantaggiose per chi deve muoversi in città. Facendo un po' di conti, se si ritiene di viaggiare meno di 15mila chilometri in un anno, abitando vicino a una fermata dell'autobus, sicuramente è meglio correre a fare l'abbonamento annuale ai mezzi pubblici e dismettere la propria auto.
In base alle tabelle dell'Aci, per una autovettura a benzina (da 1001 a 1500 cc) si può stimare, per difetto, un costo medio annuo di esercizio di circa 5mila euro, dove le voci di assicurazione e carburante fanno la parte da leone, a cui si sommano le spese di ammortamento, quelle del bollo e i costi generali di manutenzione. Garage e parcheggi esclusi.
Cifre, in pratica, per niente paragonabili alle tariffe del trasporto pubblico locale. Gli abbonamenti annuali si attestano tra i 230 (Bologna e Roma) e i 400 euro (300 a Milano, con integrazioni per l'hinterland, e 459 a Palermo). A questa spesa di base, inoltre, è possibile aggiungere anche anche qualche piccolo lusso: 50 corse in taxi (una a settimana), di 15 minuti ognuna, costano circa 600 euro; l'autonoleggio per qualche week-end (per uscire fuori città, magari nei giorni in cui costa meno) ha un costo annuo complessivo tra gli 800 e i mille euro. Totale: poco più di 2mila euro, meno della metà di quanto avreste speso con l'auto.
Munirsi della tessera annuale per il trasporto cittadino è fondamentale, altrimenti si rischia di spendere molto di più: ad esempio nel capoluogo emiliano comprando tutti i giorni, escluso il week-end, il ticket giornaliero (1 euro) per andare e tornare dall'ufficio si spendono circa 200 euro in più; con quello mensile (32 euro) 150 euro in più. Lo stesso a Roma (dove il mensile costa 30 euro) e a Milano (30 euro al mese).
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