
La serie A riparte dopo la lunga parentesi della Nazionale senza mister Donadoni che per due volte ha legato i propri destini a magliette azzurre, con esiti parimenti sfortunati.
Perché Donadoni piace poco ai nostri presidenti?
Perché il signore di Cisano Bergamasco è uomo di poche parole, non sa giocare con la Tv, che lo mette in imbarazzo, come mostra quel volto davanti alle telecamere che pare implorare a ogni secondo: "Facciamola finita!". Non ha l'aggressione facile, non l'eloquio travolgente, tantomeno la battuta. Non a caso è nato nelle terre di Olmi e dell'albero degli zoccoli. Quelli miserandi, lui ricco e fortunato, ma con dentro il dna di chi accetta anche l'ingiustizia senza batter ciglio.
Alla parola preferisce lo scritto e di lui si narra sia un divoratore di libri e già questo, a prescindere come direbbe Totò, ce lo rende simpatico.
Donadoni spiega che ha chiesto picche e gli è stato dato quadri e che nonostante ciò si è rimboccato le maniche per provare a mettere in campo una squadra decente con molti piedi ruvidi. Ecco il torto imperdonabile: dopo non avere ottenuto quanto richiesto si è messo lo stesso all'opera. Donadoni non è tipo uso al lamento e si è detto: mi pagano, e bene, per far rendere al meglio la truppa. Mio dovere è provare. Un gentiluomo che se non faticherà a trovare altri alloggi, certo sarà perennemente a disagio in un ambiente dai toni sempre sopra le righe.
All'indomani della partita con la Roma, interrogato su Totti, la sua bestia nera che mai ha avuto in Nazionale e che lo ha affossato con un gran gol in Roma-Napoli, così risponde: «Non posso dire di essere stato fortunato con Francesco. Rimane il gesto di un grande campione». Così, tanto per parlare di stile.
Quasi in contemporanea, il suo ormai ex presidente De Laurentiis presenta il nuovo allenatore del Napoli e si premura di fagli intendere l'aria che tira e informare i giornalisti che voleva Mazzarri già quando era sotto contratto con la Samp e che il trainer toscano si servì della sue lusinghe per chiedere aumenti di stipendio al presidente doriano Garrone. Così, tanto per parlare di stile.
Auguri dunque all'appassionato Mazzarri. Ma stia all'erta, il suo presidente è incontenibile e favoleggia di nuovi stadi, nuovi centri sportivi, nuovi canali tematici. Dopo averla messa in riga un attimo prima, ora assicura che lei è un grande: «Lo seguo da anni e sono riuscito a prenderlo soltanto ora». Già sentita, a occhio. Aggiunge che il Napoli avrà dei propri osservatori alla prossima coppa d'Africa: «Abbiamo predisposto una spedizione a gennaio prossimo in Nigeria». Anche della spedizione d'Africa abbiamo già sentito. Nei film Luce. Anche in questo caso sappiamo come è andata a finire.
di Giuseppe Ceretti
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Sport/vigilia-campionato-2009-2010/vigilia-campionato-ottava.shtml?uuid=fe5fcc28-ba3a-11de-8daa-d0ad6a308883&DocRulesView=Libero
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