
"Verità e legalità per tutti, ma proprio tutti: in fondo è semplice" si legge in un corsivo di ffwebmagazine, il periodico online della Fondazione Farefuturo presieduta da Gianfranco Fini, a proposito della vicenda della morte del 31enne Stefano Cucchi
"Uno stato democratico non può nascondersi dietro la reticenza degli apparati burocratici - continua il corsivo - Perché verità e legalità devono essere 'uguali per tutti', come la legge. Non è possibile che, in uno Stato di diritto, ci sia qualcuno per cui questa regola non valga: fosse anche un poliziotto, un carabiniere, un militare, un agente carcerario o chiunque voi vogliate. Non può esistere una 'terra di mezzo' in cui si consente quello che non è consentito, in cui si difende l'indifendibile, in cui la responsabilità individuale va a farsi friggere in nome di un 'codice' non scritto che sa tanto, troppo, di omertà tribale".
Fini Gianfranco nel luglio 2001 è vicepresidente del Consiglio e si trova a Genova durante il G8 e le barbarie che là sono state commesse principalmente ad opera delle Forze di Polizia, dei Carabinieri e dei gruppi deviati delle forze di sicurezza impegnate a "dare una lezione" ai movimenti di protesta che manifestano in occasione del Summit....
"..e non serve cancellare con righe storte una parola che ha un peso enorme:
qualcuno l'ha pur sempre scritta.
l'antisommossa si fa divisa quotidiana:
sono ragazzi loro
siamo ragazzi noi
ma separati da caschi e scudi
e diversi obiettivi.."
(foto e brani sono gentilmente concessi da Quatipua http://www.flickr.com/photos/quatipua/3074279550/)
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