martedì, novembre 03, 2009

La terza unificazione tedesca, secondo Laschert, è quella che riguarda i numerosi immigrati che abitano in Germania. Il 38% di coloro che oggi hanno meno di sei anni ha radici straniere, in altre parole ha genitori o nonni nati all'estero. L'uomo politico democristiano fa notare che in alcune città il 40% della popolazione destinata ad andare in pensione nel 2025 ha origini straniere. E' per molti versi l'élite del futuro.




Naturalmente tra le unificazioni precedenti e quella a cui è chiamata oggi la Germania c'è una differenza importante: la lingua, che sia i Vertriebenen dei territori orientali che i cittadini della DDR avevano in comune con i tedeschi della Repubblica Federale, a differenza degli immigrati di oggi. Ciò detto, Laschert è convincente quando sostiene che l'integrazione degli stranieri sarà realmente possibile solo quando la Germania tornerà a essere una Aufsteiger Republik, una repubblica fondata sull'ascesa sociale. Da questo punto di vista, l'esperienza tedesca potrebbe forse contenere suggerimenti per altri paesi europei, a iniziare dall'Italia.

Armin Laschert

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