
Il Sole ospita alcune riflessioni che partono dall'uso e dal valore assunot dal mezzo Internet nella società contemporanea
La prima è di Jaron Lanier, sviluppatore della "virtual reality", simulazioni che hanno poi dato vita a videogiochi, programmi di addestramento per l'aviazione, sistemi di training per ingegneri e medici. Lanier (e con lui Gianni Riotta) avverte il tradimento della "rivoluzione digitale" ad opera di un mondo anomino che perorre le autostrade virtuali, preda di appiattimento e impoverimento culturale. Il contenuto gratuito può sembrare attraente ma non lo è davvero, perché sottrae risorse alla creatività. Invece, sottolinea Lanier, «un sistema di piccoli pagamenti, per pezzi d'informazione o opere d'ingegno, potrebbe essere accettato da tutti, potrebbe incentivare l'innovazione e creare un nuovo equilibrio: l'importante è che l'accesso sia a basso costo e universale». Occorre - questa è la sua proposta - una forma di protezione, di riconoscimento del contenuto, forse diversa, meno rigida del copyright.
La seconda è di Alessandro Aresu, cofondatore de www.lospaziodellapolitica.com , il quale, riconducendo il mondo ad una piazza scalmanata, certo non identifica nello "stato della Rete" il problema. La sua Babele contiene energie positive. La massa critica della Rete può dare autorevolezza alla curiosità: negli Usa sono usciti Andrew Sullivan, Matt Yglesias o Bloggingheads.tv sono esempi da imitare. La massa critica della Rete porta aggregazione e reputazione: i siti degli economisti lo dimostrano. La qualità non morirà mai. E' certo lecito prevedere che nelle redazioni e nelle case editrici vi sarà più spazio per figure capaci di interpretare la transizione, allenate a connettere qualità e curiosità. Alcuni editori e imprenditori decidono di investirci. Altri non lo fanno, si riconvertiranno o saranno spartiti da realtà più dinamiche. La curiosità non è un vaffa. L'odio ferma il flusso delle informazioni, o riduce l'informazione a «taci per sempre, tu che dieci anni fa hai scritto quella frase». La curiosità è un processo incessante di apprendimento, di tutti gli attori in gioco, che si fonda anche sul sistema educativo. Gli editori devono investire. Gli attori della Rete devono avere una mentalità imprenditoriale nell'attenzione per gli utenti e in un rapporto di apprendimento e integrazione (anche economica) nei confronti dei media tradizionali.
E infine c'è chi, al netto di ogni visione candida lo strumento Internet al Premio Nobel per la Pace. Con l’aumento della sua diffusione e della sua accessibilità, Internet ha ampiamente dimostrato di non essere solo una rete di computer collegati fra loro o un contenitore di pagine web navigabili dagli utenti, ma si offre come prezioso e potente strumento di comunicazione globale in grado di oltrepassare anche quelle distanze dettate da restrizioni di tipo politico e militare. Partendo dall’idea che Internet si costituisca soprattutto come strumento di democrazia fruibile da tutti, in grado di veicolare messaggi di solidarietà e civiltà, è nato il progetto di Wired Italia, Internet for Peace, con l’obiettivo di candidare la Rete al prossimo Premio Nobel per la Pace.
www.internetforpeace.org
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