L’Anpi: “La Rai insulta i partigiani”
12. Non hanno mai trovato il tempo per fare una fiction che raccontasse la strage di Marzabotto, nè per denunciare le responsabilità fasciste nella repressione della resistenza libica o nel genocidio, attuato coi gas asfissianti, degli Etiopi che difendevano la loro terra dall’occupazione italiana.
Non parliamo poi delle Leggi razziali e dei crimini perpetrati da uno stato “illegale”, la RSI fascista, per conto dell’occupante nazista.
La Rai ha trovato invece immediatamente le risorse per sceneggiare “Il sangue dei vinti“, opera tratta dall’omonimo libro di Giampaolo Pansa, che attraverso la citazione di episodi noti da decenni agli studiosi e agli storici, spacciati per rivelazioni epocali, tende a dare della Resistenza una visione banditesca e ambigua.
L’Anpi bolognese non ci sta e rompe il silenzio: “Si è offerta agli spettatori una descrizione falsata di un periodo storico comprendente la tragedia vissuta dal nostro Paese, trascinato in una guerra disastrosa dalla dittatura fascista e dal ruolo repressivo esercitato dalla Repubblica di Salò durante l’occupazione tedesca. A milioni di spettatori è stato celato il tradimento mussoliniano, e messo in ombra l’azione servile dei repubblichini sotto la bandiera hitleriana, presentando in modo ambiguo i caratteri della Lotta di Liberazione. Tale trasmissione - prosegue la nota dell’Anpi - ha rappresentato un insulto al sacrificio ed alla memoria delle decine di migliaia di partigiani e cittadini torturati con efferatezza, uccisi, deportati nei lager, proprio nello stesso mese di dicembre in cui il programma è stato messo in onda.
La distorsione degli eventi è apparsa ancor più marcata nella parte – intollerabile – successiva alla Liberazione quando si è infangata in misura sconcia la Resistenza , cui sono stati addossati deprecabili episodi avvenuti nell’immediato dopoguerra ed ai quali essa è stata del tutto estranea.
“L’ANPI provinciale di Bologna - concludono i partigiani bolognesi - condanna nettamente l’iniziativa della direzione RAI, richiama l’attenzione dello schieramento democratico ed antifascista contro i pericoli di tale vero e proprio rigurgito revisionista teso a snaturare la realtà storica. Sollecita la messa a punto nelle tre reti pubbliche italiane di una programmazione onesta e veritiera per accompagnare, nei primi mesi del 2010, al 65° anniversario della Lotta di Liberazione combattuta dai partigiani, dai militari dell’esercito di Liberazione e dai militari deportati nei lager dai tedeschi con l’appoggio dei repubblichini. Ciò affinché le nuove generazioni abbiano coscienza di pagine fondamentali della nostra storia, dalle quali sono nate la Repubblica e la Costituzione.”
Superficialità, sentito dire, equiparazione acritica di questo e di quello, all’interno di uno stesso recinto di regole formali dove una cosa vale l’altra.
C’è da chiedersi se siamo al punto di dover parlare di un “antifascismo sostenibile“: flessibile, adattabile ai tempi, e sufficentemente “elastico” da poter sopportare di tutto, anche che basti un po’ di cerone e un po’ di vernice fresca sui vecchi - mortiferi - proclami fascisti perchè la Repubblica nata dalla Resistenza abbia difficoltà a distinguere ciò che è opportuno accogliere da ciò che va isolato e respinto.
L’eguaglianza, la giustizia e la libertà nate dalla lotta di Resistenza? Ne parliamo il 25 Aprile.
I partigiani? Pare sian morti dal freddo.
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