mercoledì, aprile 22, 2009

QUALITäT


Un forte e chiaro segnale di fiducia nonostante la crisi dei mercati e la richiesta di cassa integrazione delle settimane scorse. Un investimento sui e per i propri dipendenti. Quello raggiunto tra il gruppo Luxottica di Agordo (Belluno) e le rappresentanze sindacali è un accordo destinato ad aprire un'altra stagione nelle relazioni industriali. Si tratta di un innovativo sistema di incentivazione basato su benefici non monetari per i circa 7.800 operai e impiegati dei sei insediamenti industriali in Italia, la cui retribuzione media si aggira sui 1.200 euro netti mensili.

L'obiettivo: concedere ai lavoratori uno strumento supplementare - che integra la contrattazione nazionale e quella di secondo livello - per la conservazione del potere d'acquisto. L'intesa, però, guarda coraggiosamente oltre e getta i presupposti per una più approfondita "responsabilità sociale" del gruppo verso dipendenti e territorio.

Come? «Sostenendo ad esempio le generazioni future, i figli dei dipendenti, cui offrire opportunità di formazione e incentivi al merito, premesse necessarie per la loro mobilità sociale», spiega Nicola Pelà, direttore delle Risorse umane di Luxottixa. In una parola, sostegno all'elevazione sociale. Ma nel memorandum concordato tra azienda e sindacati c'è molto altro. Accordi con le catene di retail per acquistare beni di uso primario; convenzioni con centri di medicina preventiva e diagnostica; cure odontoiatriche, pediatriche e specialistiche; aiuti per l'uso dei mezzi di trasporto; interventi per l'istruzione scolastica; borse di studio e orientamento professionale. E poi l'assistenza sociale di sostegno: misura, questa, che punta ad aiutare famiglie con problemi di portatori di handicap, di tossicodipendenze, di anziani da assistere.

Il sistema sarà collegato a indicatori di "qualità della produzione", fattore ultimo di competitività del made in italy nel mondo. Sulle base delle prime stime, la valorizzazione dell'iniziativa consentirà di generare un valore equivalente di 2,3-2,6 milioni annui da distribuire ai dipendenti e alle loro famiglie sin dal 2009.

L'analisi di Luxottica è chiara: la diminuzione del potere d'acquisto non è oggi compensabile solo attraverso i tradizionali interventi sulla retribuzione fissa o variabile poiché «il rapporto tra costo del lavoro e importo monetario netto ricevuto dal dipendente – dice Pelà – è estremamente penalizzante per quest'ultimo. Da questo presupposto abbiamo concordato con i sindacati un ventaglio di interventi. Siamo infatti convinti che la qualità aziendale passi sempre più dal livello di qualità di vita dei nostri dipendenti».

«È un passo estremamente importante - sottolinea Valeria Fedeli, segretario generale della Filtea Cgil - che si inserisce nelle consolidate e positive relazioni che il gruppo ha da tempo avviato con i sindacati. Luxottixa ha scelto di negoziare in azienda un ulteriore elemento in tema di welfare e recupero del potere d'acquisto. Un atto che è figlio del contratto nazionale del sistema moda firmato a fine 2008; che è stato fatto senza aspettare la scadenza dell'integrativo (fine 2009) e che è simbolico di come un'azienda guardi ai propri dipendenti. Alla luce, poi, della partecipazione all'iniziativa e degli obiettivi nel loro complesso, possiamo dire che questa è una sfida che ci appartiene e che condividiamo in toto. Una parte delle aziende dominanti del sistema moda ora potrebbero guardare a questa esperienza e seguirla. Davanti alla recessione Luxottica ha scelto di non chiudersi su se stessa. È una buona indicazione».

http://www.corrispondenti.net/index.php?id=27090

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