mercoledì, gennaio 12, 2011

EPPUR CI SONO!

A ormai un anno di distanza dalla chiusura della tensostruttura di via Regina Pacis, gli islamici dell'associazione El Huda - la più numerosa in città - si trovano a pregare per strada in balia delle intemperie. Per questo motivo sabato sfileranno per le strade del centro abitato - in particolare sulla Circonvallazione e in centro storico - chiedendo una soluzione dignitosa al loro problema. Una moschea per gli associati di El Huda: mentre i mille e più islamici che si riconoscono nell'associazione continuano a trovarsi in via Regina Pacis per pregare all'addiaccio, tra freddo e pioggia, nessuna iniziativa è attualmente in corso col Comune. Il dialogo si è congelato questa estate, quando dopo mesi di incontri improvvisamente si sono chiuse le trattative per la sede, senza una motivazione. Una decisione presa poco dopo la diffusione di un duro documento di Mauro Guandalini, segretario cittadino della Lega Nord, per ricordare che (in base ad accordi pre-elettorali) a Sassuolo non si sarebbe mai aperta una moschea, soprattutto con una giunta di centro-destra. Per tutti questi mesi, i dirigenti di El Huda hanno avuto qualche incontro con la giunta ma senza risultati. Per questo motivo sabato prossimo El Huda sfilerà nuovamente per le strade di Sassuolo, sia sulla Circovallazione che in centro. «Vogliamo sensibilizzare tutti i sassolesi sul nostro problema - spiega Farchak Icham, storico presidente di El Huda - perché crediamo che sia ora di trovare una soluzione al nostro problema». Il corteo si snoderà dalle 15 alle 17 lungo un percorso già autorizzato dalla Questura che partirà dalla Circonvallazione, passerà per via Mazzini, attraverserà piazza Garibaldi e sosterà davanti al municipio in via Fenuzzi per poi proseguire su altre strade minori. «Da parte della giunta non c'è più disponibilità verso di noi - spiega Farchak - solo porte chiuse». Intanto è quasi passato un anno dalla chiusura della tensostruttura temporanea di via Regina Pacis e i fedeli di El Huda pregano ancora lì, sul terreno nudo sotto le intemperie. Il sindaco Luca Caselli ripete che la disponibilità c'è sempre. «Anche se noi pensiamo - aggiunge - che El Huda debba aprire la sua moschea in un altro Comune, visto che la maggioranza degli associati sono residenti fuori Sassuolo». «Non è vero - replica Farchuk - nell'anagrafe di Sassuolo sono registrati più di 5mila nordafricani. Noi siamo 1-1.500. Possibile che veniamo tutti da fuori Sassuolo?» Nel frattempo, El Huda continua a lavorare sul suo vecchio progetto di un luogo di preghiera sempre in via Regina Pacis ma sul terreno comperato da Hera: «Il progetto va avanti; ci sta lavorando il nostro geometra - conclude Farchak - ora si tratta di avere i pareri dell'Ufficio Tecnico». 12 gennaio 2011
GREGORI - Gazzetta di Modena

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