lunedì, settembre 07, 2009

PRONTI A TUTTO

"...L'aereoporto a Malpensa era stato voluto dai politici del Nord, Lega e Roberto Formigoni in testa, come dimostrazione di imperio, senza badare troppo alla logica industriale. A quella clientelare sì: posti di lavoro, indotto, assunzioni, si vociferava persino di un compratore in caso di privatizzazione. Ma nelle campagne lombarde le "Malpensaa", e cioè "malpensate" sono le cascine (si chiamava così quella di Pontevico del bresciano, dove emerse il primo caso di "mucca pazza")che hanno qualche cosa che non va, dall'orientamento solare alla distanza dall'acqua. E il grande aeroporto internazionale non si è sottratto a questo destino. Non è mai stato "comodo". È lontano da Milano, e ci si arriva dopo una quarantina di chilometri di tangenziali e di un'autostrada gonfia d'auto e Tir. I taxi costano 85 euro, il doppio di Roma. Le Ferrovie Nord hanno corse minime, due all'ora, e la sera i treni si dissolvono. Gli stessi politici che l'hanno voluto ieri, sembrano incerti oggi. Quando il governo ha "salvato" (si fa per dire) Alitalia, affidandola alla Cai, la Cai non sapeva che farsene di questa Malpensa. E ha trasferito quasi tutto a Roma-Fiumicino.
Se c'è stato chi, come l'ex ministro Roberto Castelli, aveva minacciato "una Lega pronta a tutto per difendere Malpensa, anche geometrie variabili in Parlamento", la politica del centrodestra si è allineata ai desideri del premier Silvio Berlusconi..."

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