
"There are many challenges facing the European Muslim woman, and they vary from country to country, and woman to woman, so I am going to be generalising here...
A lot of the problems faced by European Muslim women are also faced by European Muslim men, or with non-Muslim women. And any solutions to these problems, to be effective, will need to be shared by both Muslim men and women, as the Qur'an says in Surah 9, ayat 71,
The believing men and the believing women are the protecting friends of each other. They command what is right and forbid what is wrong and they establish the salah and produced the zakah, and they obey Allah and his messenger'
In some ways Europe is seen as a good place to be a Muslim woman..."
"É ora di guardare a quella parte di bicchiere mezzo vuoto dove risiedono le nostre colpe; è ora che i management delle moschee facciano una sana autocritica per come si rapportano alle seconde e terze generazioni europee; dobbiamo riconsiderare drasticamente il ruolo e la dialettica degli imam; bisogna dimostrare di accettare diversi punti di vista, di gestire le moschee in modo più democratico lasciando spazio ai commenti scritti e a formulari anche anonimi per la valutazione della performance degli imam,di adattare il linguaggio a quelli moderni ma nello stesso tempo conoscere a fondo la lingua del paese ospitante..."
Si tratta di un testo di autocritica e di proposte per le comunità islamiche europee scritto da musulmano inglese, El-Sayed Amin, e pubblicato nella nuova sezione Euro Islam del sito Islamonline, il portale di muslims affairs più conosciuto e letto nel mondo. Questo articolo è il primo di una serie di pezzi analitici per far luce su alcune dinamiche dell'Islam in Europa, come la formazione delle degli imam, le madrase europee, quello che succede al'interno delle moschee inglesi, e il rapporto con il mondo esterno. L'articolo era accompagnato da un sondaggio, "Europe's Muslim women: potential aspirations and challenges" commissionato dalla King Baudouin Foundation dal quale emerge come le donne musulmane che vivono in Europa si sentano pienamente e orgogliosamente europee, apprezzano valori come il rispetto della legge, la democrazia, la libertà e la valorizzazione delle differenze, e si aspettano che questi valori saranno ammirati anche dai lori figli. Le città principali di questo studio sono Londra, Brussels e Torino.
Nuovi comunicatori musulmani e media indipendenti si stanno affermando con professionalità e credibilità specialmente in America e in Europa. "Le comunità musulmane", ha detto Shahed Amanullah dal podcast scaricabile dal sito di AltMuslim.com "devono farsi delle domande, soprattutto quelle che fanno i non musulmani quando parlano di faccende islamiche, e devono anche dare delle risposte sul perché dell'ascesa del terrorismo, sullo status delle donne musulmane in vari paesi in Medio Oriente e sull'ostilità verso il diverso. E per trasmettere la normalità, bisogna essere autocritici sia in pubblico che in privato".
A Shahed , fa eco Riazat Butt, un'intraprendente e brillante giornalista musulmana del Guardian e anchor del podcast Islamophonic: " i musulmani sono ciechi nei confronti degli argomenti e delle tensioni all'interno delle comunità musulmane. Il vivere in uno stato di negazione porta solo a peggiore le cose sia nei rapporti tra musulmani, che con le comunità autoctone in Gran Bretagna. Quando noi musulmani non vogliamo affrontare gli argomenti e le percezioni sull'Islam e quelle sulle dinamiche interne alle nostre comunità, non facciamo altro che trasmettere all'esterno la percezione che i musulmani non condannano il terrorismo, accettano i comportamenti misogini e che non amiamo la democrazia".
Altmuslim, Islamphonic, e certi articoli di Islam on line, sono esempi di media indipendenti che provengono dal mondo musulmano le cui voci, le idee e i linguaggi devono essere documentati e valorizzati. Sono questi comunicatori di fede musulmana nati e cresciuti in Europa e in America che fanno le domande che nessuno altro, in medio oriente, ha il coraggio di fare in pubblico o nelle moschee; sono loro che promuovono un pensiero critico all'interno delle comunità musulmane e che incitano gli uomini e le donne della comunità ad uscire dalla logica del "Loro" e del "Noi".
"I media", ha detto l'analista americano Reza Alsan (autore del libro No God But God) "sono le vere prossime frontiere dove si gioca la partita dell'apprendimento e la diffusione dell'Islam. Oggi i giovani musulmani americani ed europei cercano le risposte e le informazioni particolari sulla loro religione più su internet che nelle moschee. I luoghi di culto organizzati e istituzionalizzati come le moschee europee e americane, stanno perdendo la loro influenza sulla formazione delle opinioni dei fedeli e non sono più il luogo dove le comunità formano relazioni e rafforzano lo spirito di appartenenza
Media, new media e nuovi linguaggi. Non bisogna sottovalutare come il rapporto con lo spazio e con il tempo degli uomini sia influenzato dal linguaggio. La cultura è una creazione del discorso. Essa è creata e ridefinita dai nuovi mezzi di comunicazione. La pittura, la televisione, internet e podcast influiscono sul nostro modo di pensare, di esprimerci e di relazionarci agli altri. Questo è quello che il profeta della comunicazione, Marshall McLuhan, intendeva con il suo aforisma: "the medium is the message".
http://www.altmuslim.com/
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